📚 Abaco... in Formazione 📚 Perdite su crediti - cosa cambia e cosa fare entro fine anno

Un tema decisivo in sede di bilancio riguarda la corretta gestione delle perdite su crediti e la relativa deducibilitĂ  fiscale.

La deduzione passa dalla corretta cancellazione del credito dal bilancio secondo quanto previsto dall'OIC 15 e all'art. 101 del TUIR. Le più recenti pronunce della Cassazione hanno superato l’impostazione “probatoria” dell’Agenzia delle Entrate in quanto non è più necessario dimostrare azioni legali di recupero, se la cancellazione viene effettuata correttamente.

I casi in cui la perdita è automaticamente deducibile sono i seguenti:

- procedure concorsuali;

- accordi di ristrutturazione;

- piani attestati;

- crediti di modesto importo scaduti da oltre 6 mesi.

Alcuni modi per presidiare il rischio creditizio possono essere:  

- monitorare la scadenza e l’anzianità dei saldi;

- adeguare il fondo svalutazione in modo prudenziale;

- formalizzare eventuali accordi transattivi - valutare la cessione pro-soluto quando il recupero è improbabile;

- seguire le insolvenze giudiziali e le ristrutturazioni del debitore.

Esistono infine alcune verifiche operative da effettuare a fine esercizio come:

- analizzare i crediti scaduti e valutare l'inesigibilitĂ ;

- formalizzare transazioni, rinunce o cessioni con data certa;

- raccogliere la documentazione probatoria a supporto;

- coordinare contabilitĂ  e fiscalitĂ  per la corretta imputazione.

Una gestione proattiva del portafoglio crediti non migliora solo il bilancio ma riduce il rischio fiscale, rafforza la posizione del contribuente e permette una deduzione tempestiva e inattaccabile.

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