📚 Abaco... in Formazione 📚 Passaggio dalla contabilità semplificata alla contabilità ordinaria: cosa cambia davvero per le imprese

Il passaggio alla contabilità ordinaria rappresenta un’evoluzione nel modo di leggere la situazione economico‑finanziaria dell’azienda. Riguarda imprese individuali, società di persone ed enti non commerciali, ed è obbligatorio al superamento dei nuovi limiti di ricavi (rispetto agli anni passati) pari a 500.000 € per servizi e 800.000 € per altre attività, oppure può essere scelto volontariamente. Il regime ordinario introduce il principio di competenza, offrendo una rappresentazione più accurata di costi, ricavi e valori patrimoniali. L’opzione volontaria si perfeziona tramite comportamento concludente e vincola per almeno tre anni. Elemento centrale della transizione è la redazione del prospetto delle attività e passività al 1° gennaio, necessario per determinare il patrimonio netto di apertura e avviare correttamente le scritture in partita doppia. Attenzione: il passaggio al regime ordinario comporta l’obbligo di redigere e conservare i libri contabili obbligatori previsti dalla normativa, ovvero il libro giornale, il libro inventari e, al superamento di specifiche soglie, le scritture di magazzino.

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